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Aumento prezzo del pellet: è il peggior trend dal 2007

Speculazione e aumento della domanda le cause principali

Speculazione e aumento della domanda le cause principali

Il prezzo del pellet ha raggiunto un nuovo record negativo dopo essere stato stabile per ben 15 anni. L’aumento, preoccupante, è provocato dagli effetti collaterali del conflitto tra Russia e Ucraina. Infatti, a seguito della guerra i Paesi dell’Unione Europea hanno dovuto cercare soluzioni per ridurre drasticamente la dipendenza dai combustibili fossili e questo ha comportato tra le altre un aumento della domanda dei combustibili da biomassa.

Non solo, tra gli effetti negativi della guerra bisogna aggiungere che i due maggiori produttori di pellet al mondo sono proprio l’Ucraina e la Russia che quindi hanno per diversi motivi ridotto di molto le esportazioni in Europa. Infine, come sempre in questi casi, anche i mercati fanno la loro parte con una speculazione che al momento pare fuori controllo.

Per l’Italia poi, che è il primo consumatore di pellet al mondo per usi domestici, anche se lo compra al 85% all’estero, secondo AIEL, i prezzi del pellet sono aumentati di 108 euro rispetto all’anno precedente. Passando, quindi da 233 euro a 341 euro: franco partenza e al netto dell’IVA.

In sintesi, l’Associazione segnala che attualmente un consumatore compra il sacco classico da 15 chili al costo di 5,77 euro con un aumento di 1,2 euro rispetto al 2021. Aumento importante considerando che il fabbisogno giornaliero è proprio un sacco da 15 chili di pellet.

Come porre un freno a questa situazione? In questo articolo abbiamo presentato alcune soluzioni proposte da Advance Easy Moving.

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